Perché scegliere un fotografo professionista per il giorno delle nozze

Nota della redazione: dopo le numerose polemiche scaturite sulla pagina Facebook di NozzeFurbe e varie email ricevuta in merito all’articolo pubblicato alcune settimane fa sul nostro blog: Come Organizzare un Matrimonio Economico: i consigli per spendere meno in abito, banchetto e fotografo, abbiamo deciso di dare spazio ad un fotografo, Federico Pannacci, che ci racconta il suo punto di vista di professionista del settore, sul perché scegliere un fotografo professionista per il giorno delle nozze.

Mi chiamo Federico Pannacci e sono un fotografo professionista specializzato nel reportage di matrimonio, interessato a sgombrare il campo da una diffusa pregiudiziale sui costi il cui peso può essere ottimizzato, anche in questo settore, secondo la nota equazione qualità/prezzo.

Proverò a rispondere alla domanda che spesso mi viene posta sul “perché scegliere un fotografo professionista per il giorno delle nozze,” rivolgendomi, con una lettera aperta, ad una coppia virtuale di promessi sposi.

Cari Promessi,

il vostro matrimonio è un evento del tutto speciale, per il quale vi state preparando da mesi con impegno e dedizione, nell’intento di rendere quel giorno un evento privo di contrattempi, disguidi, imprevisti e stonature. E non basterà che tutto fili liscio poiché ogni momento di quella giornata dovrà esprimere la gioia e la festa che una piccola folla si è riunita per celebrare.

Il fotografo professionista (il vostro fotografo), avrà la responsabilità di saper cogliere, per esperienza, ogni attimo più significativo e di renderlo “raccontabile”, secondo la propria creatività. Lui sa che non dovrà ritrarre i due sposi come due turisti in vacanza nella foto scattata da qualcuno di passaggio; sa che dovrà catturare momenti irripetibili, senza preavviso e senza avere seconde occasioni ed ha preparato anche se stesso per la concentrazione che l’evento richiederà, oltre ad aver scrupolosamente predisposto e verificato l’attrezzatura e gli accessori. Può sembrar scontato, ma saper fare anche una bella foto, o aver scattato foto bellissime non è detto sappia garantirvi un servizio completo composto solamente da belle fotografie.

E allora, fra qualche anno, probabilmente non ricorderete più se quello che avevate mangiato era sciocco o troppo salato ma quando riguarderete quelle foto, avrete il piacere di rivivere quella giornata unica, vorrete riprovare certi momenti d’ansia, certi attimi di nervosismo…certe dolci trepidazioni… e le immagini davanti ai vostri occhi sapranno ricreare quell’atmosfera palpitante dove la commozione illuminava i volti e la felicità spingeva qualche lacrima sul ciglio…Il vostro album delle nozze o la foto sul ripiano della libreria o sul mobile di salotto, devono evocare la gioia di quel giorno, resa sublime dalla nostalgia, innestandola nella realtà della famiglia formata, alle prese con le nuove gioie del ménage.

E dietro a tutto ciò ci sono processi laboriosi, passioni, amor proprio, orgoglio professionale, associazioni professionali, filiere complesse; un andamento evolutivo, insomma, che consente al vostro fotografo la dotazione di uno strumentario altamente tecnologico e aggiornato, così da garantire risultati d’eccellenza, operando in ogni condizione di luce, di tempo o di necessità. Ad un simile progresso assistiamo, d’altronde, i tutti i campi: il tennista di oggi non usa più la racchetta di legno e i piloti di Formula 1 guidano delle monoposto che non hanno niente in comune con quelle, pur mitiche, che guidava Nuvolari o Fangio.

Oggi un fotografo professionista lavora sempre con almeno due corpi macchina che si alternano in continuazione, anche per esigenze di Back Up.

“Back Up”. Il termine, noto a chiunque voglia salvare un file prima di chiudere il computer, significa, per il fotografo professionista, un gravoso equipaggiamento di ricambi e materiali, necessari a non subire interruzioni di sorta, inceppamenti o malfunzionamenti. E dunque anche hard disk e vere e proprie soluzioni di storage per la messa in sicurezza della produzione, la cui conservazione potrebbe essere compromessa fin da un banale sbalzo di corrente.

Appare ovvio che il professionista debba sostenere una serie di costi meritevole di un’equa compensazione, ma i committenti potrebbero attenuare la spesa finale, comprensiva di tante altre componenti, confrontandosi col fotografo e collaborando con lui, nell’impostazione di quelle variabili eventi/aspetti che abbiano influenza sulle spese. Mi par doveroso sottolineare che l’impegno di un fotografo non termina con la giornata di servizio fotografico ma prosegue per molti giorni nello sviluppo e nella post produzione delle immagini che impegna molti giorni di lavoro.

Potrebbe quindi essere opportuna una preventiva valutazione congiunta, sui tempi e i modi da dedicare (fotograficamente) alle varie fasi della cerimonia, concordando le priorità ed evitando di impegnare il professionista su aspetti che potrebbero rivelarsi, ex-post, di marginale interesse.

Saluterei liquidandomi come “Il Vostro Fotografo” tornando a rivolgermi non più ad una coppia virtuale ma a tutti i lettori e gli amici di Nozze Furbe, questa mia lettera non vuole essere un invettiva contro l’abusivismo o l’improvvisazione, credo che da Italiano sia di per se una battaglia persa vista quello che ci circonda, ma spero che le coppie possano essere consapevoli e comprendere che dietro il lavoro di un fotografo professionista ci sono molti aspetti faticosi ed impegnativi ma che il risultato finale ripaga sempre entrambi, voi per l’emozione che proverete nel guardare le vostre foto e noi, quando vi vedremo emozionati per merito del nostro lavoro.

Federico Pannacci
www.fedepan.net

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